In occasione del 5o anniversario dell'invasione dell'Iraq, negli Stati Uniti si preparano 10 giorni di azioni di disobbedienza civile di massa a Washington DC. L'intenzione è interrompere il “business as usual” prendendo di mira i “pilastri della guerra”: il Congresso e la Casa Bianca, ma anche le istituzioni, le agenzie governative e le corporation che fanno sì che la guerra continui. Inoltre, ci saranno più di 400 iniziative in 49 stati negli USA alle quali si aggiugono altre in tante città del mondo.
A Roma, gli “Statunitensi per la pace e la giustizia” organizzano un sit-in “movimentato” con teatro di strada, video registrazioni, un faxblast, filmati e altro, non solo per ricordare ai turisti e passanti di questa guerra che ha causato oltre un milione di morti civili in questi 5 anni, ma anche per coinvolgerli e consentire loro di esprimersi e partecipare attivamente.
Il giorno 15, le idi di marzo, ricorda un grande tradimento e ci si chiede “Et tu, Congresso?” È passato più di un anno da quando la maggioranza democratica si è insediata al Congresso degli Stati Uniti con un chiaro mandato per porre fine alla guerra. Negli ultimi dodici mesi si è assistito, invece, all'approvazione di una legge dopo l'altra per continuare a finanziare la guerra.
Due candidati alla Casa Bianca, Obama e Clinton , dicono di voler ritirare le truppe una volta vinte le elezioni. Perché aspettare? Al sit-in ci sarà il “Filibuster Faxblast”, che permette di inviare un fax ai due candidati per esigere che agiscano nel loro ruolo di Senatori per bloccare ora -- e non tra un anno -- le leggi che finanziano la guerra.
I turisti e passanti non statunitensi che non possono votare nelle elezioni USA ma che vivono le conseguenze delle sue politiche, saranno invitati a registrare un video messaggio per gli elettori nell'ambito della campagna “Dear American Voter” della LinkTV, canale satellitare statunitense.
Al sit-in di Roma sarà anche possibile seguire in contemporanea la Winter Soldier Investigation, organizzata a Washington dai “Veterani dell'Iraq contro la guerra”. L'evento illustrerà, con testimonianze in prima persona, la vera natura dell'occupazione dell'Iraq e dell'Afghanistan.
Senza l'appoggio logistico fornito da tante nazioni, inclusa l'Italia con più di 120 installazioni militari statunitensi le politiche di guerra dell'amministrazione Bush non sarebbero possibili . Durante il sit-in saranno raccolte le firme per la campagna italiana per la legge di iniziativa popolare sulle basi e le servitù militari.