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Control Arms Petition at Piazza Chiesa NuovaNovember 12, 2005 Members of our group joined the campaign Control Arms in Piazza Chiesa Nuova collecting photos for the Million Faces Photo Petition calling for an international arms trade treaty. The following is Tom's account of the afternoon and below is Ilaria's in Italian as well as a poem by Daniela: Control Arms Petition at Piazza Chiesa NuovaA cool, but pleasant day it was last Saturday, the 12 th of November, doing “good works” for the world by gathering signatures and photographs in Piazza di Chiesa Nuova. Twenty-eight large, and visually striking, styrofoam tombstones were marked with statistics related to tragedy: T he lack of control of the arms trade contributes to conflict, poverty, and human rights abuses worldwide, and every government is responsible. Recently, UN Secretary-General, Kofi Annan stated, “…the excessive accumulation and illicit trade of small arms is threatening international peace and security, dashing hopes for social and economic development, and jeopardizing prospects for democracy and human rights.“ The effort Saturday’s work, gathering one million signatures by next spring is the idea of Control Arms supported by Oxfam, Amnesty International, and a group of more than 500 NGOs in the International Action Network on Small Arms (IANSA). Together, they are calling for a global Arms Trade Treaty to bring the international weapons trade under control. The Rome effort was part of a regional event, Le piazze del Lazio contro le armi, organized by the Rome coordinators for the ControlArms campaign and with the participation of local associations, including our own, U.S. Citizens for Peace and Justice. We gathered 288 of signatures and photos in about 8 hours of meeting and encouraging people to join us in our work. Personally, I was a bit hesitant being only an American English, non-Italian, intermediate-level Spanish speaker, but, Hey! It was actually easy – my first signers spoke only Italian, and the next two were Hungarian! That was a nice boost… and with a blend of pidgin-English, glossed-up Spanish and help with the excellent flyer, any resistance was frequently overcome. Peace is beyond language and culture. Quite frankly, weapons control is such an obviously good thing, difficult as it may be to achieve, and such a no-brainer, support was not too difficult to arouse, if only there were willingness to listen among the passersby. The greatest limitation was resistance to be photographed; however given support by Amnesty International and Oxfam, this frequently helped overcome reluctance. Others seemed to be too tourisically busy, and others performed quite surprisingly impressive and effective avoidance behaviors! Question: Who benefits most from small arms sales? Doing a bit of research at the Control Arms website, I find that it’s the five permanent members of the UN Security Council – the USA, UK, France, Russia, and China who benefit. Together, they are responsible for eighty eight percent of reported conventional arms exports. Why shouldn’t peace generate greater benefits than war? Why can’t these countries export peace? Next year, the United Nations will hold a conference and the intention for the signatures and photographs is to display over one million images of people showing support for controlling the sale of arms. The count is around 400,000 today – Six months to go, so if you haven’t yet signed and added your photo, you can do so online at www.controlarms.org Arms are so prevalent, for example it is estimated that there is one gun for every 10 people on the planet, including children, and half a million men, women and children are killed by armed violence. That’s about one person every minute. We had three celebrities sign on with us, which was nice… Silvio Orlando, Stefano Masciarelli and Silvio Vannucci. Stephanie successfully encouraged SilvioVannucci to sign the petition and be photographed, but didn’t know who he was at the time. Who knows how many other “notables” we included... All in all, a successful day, and pizza for a snack was a nice break. Marco stayed late to help out till the end as it took three trips to carry away the tombstones… Thanks, Marco! And thanks to everyone who helped out and to all those who added their photo to the petition. Tom Fieselmann CRONACA DA UNA DELLE PIAZZE DEL LAZIO CONTRO LE ARMISeduti tutt’intorno al tavolo di Casa Pace, durante la riunione del coordinamento locale per la campagna Controlarms, davanti al vassoio di pizza alle olive che aveva portato Piero. E’ lì che è nata l’idea della giornata “Le piazze del Lazio contro le armi”. Abbiamo scelto tutti insieme di realizzare in un unico giorno nelle piazze di Roma e del Lazio, tanti “check point” ove raccogliere le foto- adesioni alla campagna Controlarms. I preparativi sono stati come al solito frenetici: le telefonate, gli incontri, le e mail organizzative, la preparazione dei materiali, i contatti con la stampa. Ci siamo divisi i compiti e tutti noi li abbiamo portati a termine, ognuno con la sua passione e dedizione. Finalmente arriva il 12 novembre. Siamo in 6 città del Lazio e in dodici piazze a Roma. Siamo un centinaio di volontari fra Amnesty Lazio, Rete Italiana per il Disarmo, US Citizens for Peace and Justice, CGIL Lazio, associazioni locali e persone che hanno dato tutto il loro entusiasmo e la loro operosità. Scattiamo le foto a chi VUOL METTERCI LA FACCIA. Stiamo raccogliendo un milione di foto in tutto il mondo: le esporremo in una grandissima galleria nel luglio 2006 a New York, in occasione della Seconda Conferenza dell’Onu sui Traffici Illeciti di armi leggere, per chiedere ai governi di tutto il mondo l’adozione del Trattato Internazionale sui Trasferimenti di Armi, finora sostenuto da 20 premi Nobel per la pace e da una quarantina di stati. Abbiamo obiettivi puntuali e ci crediamo proprio in questo Trattato. Un Trattato internazionale che stabilirà regole comuni di trasparenza e responsabilità per gli Stati esportatori. Perché i carichi di armi leggere non raggiungano più quei posti e quelle persone che le utilizzano contro i civili, contro i bambini e le donne, per calpestare i diritti umani. Per questo vogliamo che in Italia venga salvaguardata la legge 185/90 sulle esportazioni delle armi pesanti, che venga introdotta una legislazione più rigida sulle esportazioni delle armi leggere e che venga regolamentata l’attività dei broker, gli intermediari di armi. Vogliamo che finisca questa guerra silenziosa di cui nessuno parla e vogliamo che i governi dei Paesi che dovrebbero investire le risorse in sanità ed istruzione, non le dedichino invece ad acquisti di morte. E siamo noi gli esportatori, noi Paesi dell’Occidente benpensante, che non si accorge di nulla di quanto accade nel mondo, se questo non appare in televisone. La televisione, che potente mezzo di comunicazione univoca può essere. Noi invece incontriamo le persone nelle piazze, parliamo con loro: una per una. E quanti sorrisi, quanti “grazie per quello che fate”, quante domande. E vediamo nei loro volti voglia di cambiare, di fare, di migliorare. Le cose possono cambiare. Accipicchia se cambiano. In Piazza della Chiesa Nuova, a Roma, abbiamo sistemato tante lapidi bianche. Rappresentano i 500.000 morti all’anno a causa di arma da fuoco. Una persona al minuto. L’impatto visivo è forte e ci aiuta a mostrare a chi passa il significato di quello che stiamo facendo. C’è chi da Corso Vittorio scende dall’autobus per venire a metterci la faccia, chi scende dal motorino, chi passeggiando si ferma a leggere gli epitaffi sulle lapidi. Le persone si fanno fotografare: tanti volti ognuno diverso dall’altro, ma negli occhi di tutti la stessa speranza, la stessa soddisfazione di fare qualcosa di utile. E noi sorridiamo in mezzo a tante lapidi, perché lo stare insieme per questa causa comune ci mette allegria, ci dà forza; ci piace parlare con le persone e dargli un messaggio di speranza, di possibile azione concreta. Battiamo le mani al passaggio di personaggi del cinema e della tv, attratti dallo spettacolo inconsueto di tante lapidi sbucate dal nulla: ecco Silvio Orlando che ci mette la faccia con la sua espressione dolce e Stefano Masciarelli col suo viso sorridente. E ci viene a trovare il Presidente del Consiglio Provinciale, Adriano Labbucci. Lui la faccia ce l’ha messa da tempo e il Consiglio Provinciale ha approvato una mozione a sostegno della campagna Controlarms, così come ha fatto il Comune e come stanno facendo i Municipi. Parliamo e ci confrontiamo poi con Sergio Cardinali della CGIL Lazio, augurandoci di proseguire la collaborazione lungo la strada che stiamo percorrendo. Nella piazza il via vai è continuo. Solo le lapidi sono immobili, fisse a farsi guardare da tanti occhi, in un’altra giornata indimenticabile organizzata per Controlarms. E’ una piazza qualsiasi, illuminata dal sole tiepido di novembre, luogo di incontro, di passeggio, di passi lenti o veloci, di pattini e di pallone di bambini. Una piazza in cui le parole s’intrecciano coi gesti, i sorrisi con gli sguardi. Anche per questa piazza, su quelle lapidi, è passato il Trattato Internazionale sui Trasferimenti di Armi, le cui ali sono la nostra voglia di costruire un mondo concreto di pace. Ilaria De Angelis Una poesia (di Daniela Degan) I corpi bruciano Un breve splendore di calda felicità, perché esistono. (Malgrado i lupi e le fiamme) La dedico a tutti i nostri amici che, così come ieri, si adoperano nell’esercizio del “fare società”, agiscono contaminandosi e costruiscono spazi e linguaggi nuovi. Tutte azioni che combinate tra loro arricchiscono l’anima di chi ancora ha speranza. Con grande amicizia Daniela (colibrì di Pace) |
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Upshot of our Nov. 9th group discussion on current politics: It wasn't the Russians that got us Trump. Or Comey. Or even the massive GOP election fraud. It was the DNC.*
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